Pensavo che imparare a vivere, a relazionarsi e a realizzarsi sarebbe servito a qualcosa. Mentre il motivo di tanta sofferenza è sapere di vedere in un mondo di ciechi, aprire la bocca per parlare soltanto una lingua sconosciuta.
Non mi sento del mio tempo, non mi sento della mia età, non mi sento una coscienza comune.
Se Picasso nel suo evolversi come pittore ambiva a dipingere come un bambino, io mi accontenterei di diventare semplice.
Semplicemente Giuseppina.
SONO COSI'
Ho iniziato la strada della scrittura perché non riesco a parlare di me e nonostante non ci sia ancora qualcuno che voglia leggermi continuo a voler schiudermi da questa autocensura che mi soffoca. So che non ne vale la pena perché ognuno ama nella misura in cui ha bisogno di te, mostrarsi non porterà comunque a nulla, è diventato solo un capriccio, una curiosità alla quale vorrei rispondere. Nel desiderare di voler dispiegare il mio essere lascio qui i miei rigagnoli di parole.