Caro uomo perduto,
c'era un tempo in cui la mascolinità in voi aveva un valore, un senso e s'incastrava nel disegno più grande di una natura perfetta.
Ho speso i miei primi quasi quarantanni a pagare le conseguenze delle vostre presunzioni di sapere, vi vedo in tutta la vostra bellezza che ormai non macina più nessuna sensazione nella mia anima solitaria.
Ho capito che non sono stata io a perdervi ma siete voi che vi siete persi. Credevo di morire nella solitudine ma le vendette che ho evitato di fare mi hanno dato la possibilità di vedere una mascolinità nuova che in alcuni ho visto, che non sono miei e che non lo saranno mai. Hanno deciso comunque di sorreggermi al peso di questa nuova realtà e che insieme faremo capire a chi non lo sa tutto ciò che si sono persi, aiutandoli ad accettarsi nella loro vera natura e non nella moda che li vuole così.
Basta guerre, io non risponderò più alle provocazioni, ho bisogno di stare insieme all'altra metà del mio cielo e lo farò smettendo di salvare i galletti dal pollaio e i pulcini dalle chioccie. Forse siete contenti di starci e forse non è una colpa.
La consapevolezza della propria natura senza l'educazione non permette di godersi appieno le gioie della prima.
L'educazione senza la consapevolezza della propria natura non è duraturo.
