Semplicemente Giuseppina.

Veni, vidi, vinci. E dopo aver dato ascolto alla mia stupidità ora so di essere stupida se voglio ma ormai ci convivo. Semplicemente Giuseppina.
giovedì, 24 gennaio 2008

Caro uomo perduto,


c'era un tempo in cui la mascolinità in voi aveva un valore, un senso e s'incastrava nel disegno più grande di una natura perfetta.


Ho speso i miei primi quasi quarantanni a pagare le conseguenze delle vostre presunzioni di sapere, vi vedo in tutta la vostra bellezza che ormai non macina più nessuna sensazione nella mia anima solitaria.


Ho capito che non sono stata io a perdervi ma siete voi che vi siete persi. Credevo di morire nella solitudine ma le vendette che ho evitato di fare mi hanno dato la possibilità di vedere una mascolinità nuova che in alcuni ho visto, che non sono miei e che non lo saranno mai. Hanno deciso comunque di sorreggermi al peso di questa nuova realtà e che insieme faremo capire a chi non lo sa tutto ciò che si sono persi, aiutandoli ad accettarsi nella loro vera natura e non nella moda che li vuole così.


Basta guerre, io non risponderò più alle provocazioni, ho bisogno di stare insieme all'altra metà del mio cielo e lo farò smettendo di salvare i galletti dal pollaio e i pulcini dalle chioccie. Forse siete contenti di starci e forse non è una colpa.


La consapevolezza della propria natura senza l'educazione non permette di godersi appieno le gioie della prima.


L'educazione senza la consapevolezza della propria natura non è duraturo.




 




 




 

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categoria: le relazioni uomo donna



Commenti
#1   26 Gennaio 2008 - 18:45
 
Triste il tuo pensiero!
Triste, mi chiedo, perché hai, finalmente, veduto com'è la raltà delle cose o perché fin'ora non hai voluto vedere la relatà delle cose che ti circondano?
Punti il dito verso un qualcuno che non è come si pensi che fosse ma, forse, non hai consoderato una fgrande verità. Forse non non hai notato una cosa molto semplice: nel puntare il dito verso chi dici che si è perso, no ti accorgi che tre dita sono puntate contro di te! Rifletti. Ciao, DP68 .
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#2   26 Gennaio 2008 - 21:32
 
Mi hai ritrovato alla fine, don lorenzo. sapevo che arrivavi, sapevo che lassù qualcuno ti ha gridato di cercarmi. Mi sono persa caro il mio amico d'infanzia... ma con me se n'è andato l'amore per l'uomo che ho sposato ma questo lo sai non è colpa di nessuno. Devo imparare a vivere sola, d'ora in poi...
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#3   28 Gennaio 2008 - 10:49
 
Non so come tu abbia fatto a capire chi fossi ma, come solitamente si dice "le vie del Signore sono infinite!". visto che eri iraggiungibile via "terra", ho provato x altre vie, trovandoti, x caso e, pare, che sia l'unico modo per contattarti.
Persa? Io direi più: confusa, spaventata e travolta dagli eventi. Ma sono solo mie supposizioni.
E poi ricorda: nulla si perde di ciò che fa parte di noi! E che a volte non lo troviamo più perché è finito sotto una maontagna di eventi, emozioni, dubbi, sofferenze che non ce lo fanno più trovare.
Vivere da sola? Che follia!!! Xchè? Xkè stando soli ci si sente come su un ramo d'inverno, bruciati dal freddo; stando soli sembra di essere persi su un'aspra montagna come sopsesi nel vuoto; stando soli, stando sola, che cosa sei? Non lo sai più!!! A presto, DP68
utente anonimo

#4   28 Gennaio 2008 - 17:02
 
E' da molti anni che mi sono rifugiata qui, che ero sola di fronte la confusione, mentre ci travolgevano gli eventi e mi sentivo spaventata. Forse ero un ramo secco e prima che il fuoco della siccità in cui il mio bisogno d'amore ha vissuto prima che il fuoco distruggesse tutto ricordandomi prepotentemente che non ero infallibile e i miei principi inossidabili. Ora sto molto meglio, meglio di tutte le nostre coetanee che hanno deciso di immolarsi per una promessa quando pensavano che per vivere bastava amare senza chiedere nulla in cambio.
Guarda quelle vite perché tra un po' la loro razionalità li abbandonerà per sempre, ed io so benissimo come si vive con una madre che per non cambiare prospettiva di vita si è annullata lasciando noi soli di sopportare la paura di crescere.
Questo non lo voglio per i miei figli, se devo stare insieme a qualcuno lo voglio fare perché ci si comprende e ci si vuole bene abbastanza per pensare che qualche volta bisogna soffermarsi a riflettere di fronte la sofferenza dell'altro e domandarsi se forse qualcosa può fatto prima che qualcosa o qualcuno ce lo porti via definitivamente.
Ho deciso di andare a S.Giovanni rotondo, quando ci andai l'ultima volta trovai comprensione per la mia umanità e spero di ritrovarla.
Tu sei maturo abbastanza per avere dei dubbi e ancora troppo giovane per capire altrettanto.
E' peccato per me anche incolparsi di tutto, e il perdono non può essere ricattato con un ritorno indietro che non dipende da me.
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#5   28 Gennaio 2008 - 18:33
 
Ciò che dici è profondamente attraente ma, nello stesso tempo complicato. Comprendo la volontà di evitare che altri vivano le nostre stesse "brutte" esperienze ma, oggi, in molti, si riotrovano intrappolati da quel "non voglio che anche i miei figli vivano le stesse cose che ho vissuto, io"! l'alternativa a questo non è rifugiarsi altrove ne tantomeno il tornare indietro non è possibile, se inteso solo in un senso. Da soli le soluzioni non vengono mai. Bisogna essere sempre in due perché solo così si può avere il confronto, lo scontrarsi il constringersi l'un l'altro a vedere ciò che prima non si era riuscito a vedere. In due non da soli. Un Tu con cui confrontarsi ci vuole sempre. non comprendo quando dici: "Tu sei maturo abbastanza per avere dei dubbi e ancora troppo giovane per capire altrettanto". Spiegami? Non pensare che mi rivolga a te nelle vesti "istituzionali", ma come una persona che, a volte come te, si fa tante domande sul perché e sul come di tante cose che vive e in cui si ritrova, suo malgrtado, ma che spesso trova la luce, la risposta dove meno pensi che sia.
Certo il perdono non può essere "ricattato" ma, il perdono, proprio perché per-dono, significa perdere per poi donarsi. ciao, a presto. DP68
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#6   30 Gennaio 2008 - 08:15
 
Il donarsi, il per-donare sono due azioni vere e sofferte che non possono dirsi tali se non si possiede un qualcosa di cui disporre realmente o se non ci sia al suo fondo una reale consapevolezza che il danno sia soltanto responsabilità dell'uno o dell'altro.

Mi spiego.

Per potersi donare bisogna possedersi, amarsi, avere la sensazione di stare a sbagliare quando lo si affida a qualcuno. La responsabilità che abbiamo per esempio sui figli e tu sui tuoi fedeli deve essere la stessa che abbiamo su noi stessi.
C'è chi lo chiama narcisismo, lo sarebbe se ognuno amasse negli altri soltanto l'immagine di se stesso riflessa.
Invece questo voler andare in fondo alle vere intenzioni dell'altro di avere cura del tuo dono è un atto di responsabilità.
Ho imparato a capire che l'amore e il possesso sono gemelli se non fosse che sono due entità sentimentali che si comportano in maniera autonoma anche se poi li si confonde.
Chi vuole una persona si arrabbia perché non si vuole far possedere, mentre chi ama non tollera non essere amato. Perchè? Rispondi tu che provi un amore sicuro e immenso verso un'entità ideale e perfetta che si concretizza sicuramente nella vita reale ma che tu non hai mai avuto dubbi sulla sua autenticità. Ma se Gesù, secondo te, se tu ti dovessi innamorare di una donna si arrabbierebbe con te? Ti scomunicherebbe? Saresti costretto ad annullare il matrimonio alla sacra rota? Sopportare ogni umiliazione in vista del fatto che sa che tu credi in certi principi e ti facesse sentire in colpa per non amare più? No, perché ti sei sposato un essere perfetto.
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#7   30 Gennaio 2008 - 18:30
 
Donarsi e Possedere non possono andae d'accordo; Donarsi significa perdersi per ritrovarsi nell'altro; Possedere significa tenere per se ciò che si è, ciò che si vive e si sente e non condividerlo con nessuno. Chi si dona non può possedere xchè nel moomento in cui lo fa, il dono ricevuto, diventa "mia cosa".
Chi ama "ama senza misura", diceva S. Agostino, ne tantomeno, aggiungo io, sta a pesare se è riamato o no! se mi dovessi innamorare, sono certo che Lui non si arrabbierebbe con me, xchè sa come sono fatto, come siamo fatti: siamo deboli e peccatori e, quindi infedeli alle sclete che facciamo! quello che farebbe con me sarebbe sicuramente sarebbe quello di gruararmi con il sguardo carico di amore misericordioso, mi temderebbe la mano e mi direbbe: hai sbagliato, non preccuparti! Sei caduto, ti aiuto a rialzarti! Non sei stato fedele alle tue promesse, non temere: ti do una nuova possibilità! Xkè? Xkè ti amo più di ogni altra cosa al mondo. Così, mi rialzerei consapevole della ia debolezaza ma più forte xkè ki mi ama, come mi ama Lui, mi comprende e mi è vicino nella mia debolezza.
Parli di "entità ideale e perfetta"; x per me, e non xkè sono quello che sono per mia scelta, non è un "entità ideale e perfetta", è qualcosa di molto di più; è la "cosa" più bella che mi pitesse capitare nella vita; la persona più speciale ke potessi incontrare e per cui decidere di giocare la mia vita per sempre; è Colui che, come dice S. Agostino, era " più intimo a me di me stesso! Ti ho ceracto ovunque ma tu eri nascosto dentro di me!". Forse se avessi aperto un pò il tuo cuore a questa bellezza infinita, fosre, e dico forse, ora non saresti così sola nell'affrontare la tua "tempesta perfetta", ma avresti uno scolgio sicuro su cui avvinghiarti per non affogare; per avere la forza di poter dire: ho sbagliato, abbiamo sbagliato, siamo strati deboli l'un l'altro! Voltiamo pagina e scriviamo una nuova insieme!
Lui non è perfetto xkè non agisce, non pensa non è come noi! Lui è perfetto xkè ci ama oltre ogni misura, xkè, a differenza nostra, è in grado di dirci: Non temere, nessuno ti ha condannato e neanch'io ti condanno. Va e non peccare più!" , nel senso "va e non lasciarti vincere più dal senrtirti tremendamente solo, xkè Io sono con te!. Xdona il mio sfogo ma, un pò è ancke colpa tua, in senso buono; non sempre ho modo di dire con serenità quello che vivo e sento. Ciao, 1 abbraccio. DP68
utente anonimo

#8   06 Marzo 2008 - 16:42
 
... tutto sarebbe semplice se non esistessero differenze tra idee ed azioni, anche pericoloso, tanto da rischiare la crocefissione.

p.s. il legno secco da il fuoco migliore.
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#9   07 Marzo 2008 - 10:24
 
Finalemente sei tronata!
E' Vero "sarebbe semplice se non esisterssero diffirenze tra idee ed azioni". Sarebbe semplice ma non sarebbe vita. quando cerchiamo ciò che è semplice vuole dire che non volgiamo avere compromessi con la vita, con il lavoro, con gli affetti, con gli amici e con tutto il mondo. Quando avviene questo vuol dire che "non si vive come si pensa" ma "si pensa come si vive", dice un autore dei nostri giorni. quando questo accade, vuo, dire che qualcosa non è andato per il vrso guisto.
Si "il legno secco da il fuoco migliore" ma non è detto che per "fare il fuoco migliore" bisogna divantare secchi, aridi o, addirittura, annientarsi. Bisogna riscoprire il paicere di vivere la vita, di fare qullo che facciamo, di amare ecc. quando viene a mancare il piacere, non in senso materiale, nella nostra vita, ogni cosa perde di senso, di colore, di calore, di importanza allora preferisci essere "legno secco" piuttosto che essere un arbusto sempreverde che sempre da, le cui foglie non cadranno mai, che da frutto ad ogni stagione. Si può anche incorrere in una stagione arida, ma poi si rinasce, si risorge, si torna a dare quello per cui siamo stati fatti e chiamati. Chissà se queste piccole parole riescono a risvegliare in te quella forza per totrnare ad essere "arbusto sempreverde". Chissà. A presto.
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#10   02 Aprile 2008 - 16:17
 
... certo è che per risorgere a nuova vita prima necessita morire, certo è che prima di riempirsi di nuovo "amore", bisogna svuotarsi del tutto.

p.s. ... e poi non è detto che il nuovo sia meglio del vecchio ahahahaha.
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#11   04 Aprile 2008 - 13:57
 
come sempre ciò che dici è giustissimo ma, almeno per unaa volta riesci a non pensare a quello che è stato o è successo o è accaduto? così non ci svuota affatto, ma si contiuna a portarsi dietro "quello che è stato". per riempirsi di nuovo bisogna chiudere con quello che è stato, con tutto, senza richiamarlo ogni volta. Il nuovo può non essere meglio del vecchio? Non potrai mai saperlo se non ti apri al nuovo o se continui a guardare indietro. Vuoi rivivere? Vai avanti senza guardare indietro. quello che è stato ti deve servire a non commettere gli stessi errori semmai!! Lascia entrare un pò di sole nella tua vita e non solo ombre grigie che non ti permettono di vedere le cose per quelle che sono. Ricordati sempre che quando accadono determinate cose, la "colpa" non sta mia tutta da una parte. Perché non provi a ragionare un pò sulla cosa stando dall'alra parte? Mi piacerebbe poi sapere cosa sarai riuscita a vedere. Ciao...
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#12   22 Aprile 2008 - 12:39
 
Ciao e buon giornata da Maria
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#13   27 Aprile 2008 - 22:25
 

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#14   01 Maggio 2008 - 16:14
 
ciao giuseppina...ora capisco la tua diffidenza...se questo riuscirà a sollevarti un po, anch'io ho passato un brutto momento......quando si perde quello per cui hai vissuto nulla ha più senso, il mondo ti crolla addosso e gli altri ti sembrano tutti nemici.....ma se è vero che ad ogni azione corrisponde una reazione uguale a contraria ,allora è vero pure che dobbiamo reagire....respingiamo il mondo che ci è crollato addosso e iniziamo a vedere gli altri con altri occhi .........ci accorgeremo che nn è tutto negativo....se un amore finisce nn significa che abbiamo finito di amare ( un uomo o una donna nn si ama perchè e bello/a ma è bella/o perchè si ama)...abbiamo ancora bisogno di provare questo sentimento nobile.........
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#15   07 Maggio 2008 - 12:04
 
...pensavo che Dio è un grande ed è per questo che ci ha dato il libero arbitrio, poteva usare la sua onnipotenza affinchè lo amassimo, invece no, non ci ha trovato gusto, desidera essere amato per ciò che è, vuole goderselo 'sto cazzo d'amore... e sto parlando di Dio, figuriamoci un piccolo e/o grande uomo... figuriamocelocisivi.
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#16   07 Maggio 2008 - 18:13
 
il tuo pensiero, caro TOPOX, non è chiaro, perlomeno per me, non capisco se ce l'hai con Dio oppure no! Nel frattempo ti dico che il libero arbitrio è un arma a doppio taglio e che a volte vi facciamo appello quando non troviamo più il nostro comodo. Dio poteva con la sua onnipotenza "costringerci" ad amarlo, ma ha preferito alasciarci liberi xkè solo così noi possiamo capire ke solo quiando uno (cioè Lui) ti ama liberamente, fino alla morte, puoi riamarlo altettanto liberamente. Lui ci ha dato l'esempio: Amatevi come io vi ho amato! amatevi, cioè, così come siete, cosi come io vi amo. Quando non non l'amiano Dio non gode: Lui ha bisogno del nostro amore, per questo ci inseganto ad amare, per questo ha messo nel nostro cuore la sete di amore. quaella sete che ci fa cercare nell'altro/a colui/colei che possa corrispondere a questo amotre che abbiamo ricevuto da Lui. Così il cerchio, potrebbe sembrare che si chiuda, ma non è così, xkè il Suo Amore donato a noi si arricchisce, si completa con colui/colei che risponde alla nostra sete di amore e continua a donarsi attraverso di loro fino a concretizarsi nell'amore condiviso, convissuto, nei figli. Come vedi, Dio non vuole godersi l'Amore solo per se ma ce lo dona xkè noi glielo ritoniamo arrichito di qeullo che noi siamo, trasformato dal nostro amare. Ciao!
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#17   08 Maggio 2008 - 13:07
 
... Caro DP68, per chiarezza io amo Dio, ho molte difficoltà nel mantenere tale rapporto d'amore perchè è palese quanto la mia statura sia inferiore al confronto, quanti difetti io abbia e vista la di Lui Perfezione.
Sottoscrivo ciò che hai detto, ho solo aggiunto che se Dio non può far nulla di più di quanto fa per farsi amare, figuriamoci un uomo che possibiltà può avere.

p.s. secondo me il libero arbitrio non è un arma, tanto meno a doppio taglio, è semplicemente vita umana, con le sue miserie e le sue nobiltà, certo da parte mia tendo al "bello", ma è risaputo, in quanto uomo l'errore è inevitabile.
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#18   14 Maggio 2008 - 11:11
 
Caro TOPOX, non intendevo dire che tu non ami Dio! Per quanto riguarda il rsto che dici, ti dico che la nosttra fragilità non deve essere un ostacolo per amare Dio, anzi è proprio da essa che dobbiamo trarre forza per cecare di contraccambiare il suo amore. S. Paolo dice che "quando sono debole, allora sono più forte!"; ciò vuol dire che nella nostra debolezza /inferiorità si manifesta maggiormente la grandezza di Dio che ci viene in aiuto per elevare la nostra inferiorità/debolezza fino a lui e renderla perfetta e forte.
Mantenere il proprio rapporto con Dio non è facile per nessuno ma non bisogna arrendersi nè sfiduciarsi sopratutto quando le cose non vanno come avevamo pensato, come avevamo progettato, quando le nostre debolezze, il peccato, la tentazione ci fanno maggiormente percepire la nostra umanità; è allora che, più di altre occasioni, dobbiamo affidarci e fidarci di Lui xkè ci ridia nuova forza.
Infine, è vero ke l'errore è inevitabile ma, perseverare in esso non lo è. sta a noi avere la forza per evitare l'errore. Ti faccio un esempio: se volgio che il bicchiere posto all'angolo del tavolo cada, lo devo spingere io giù dal tavolo altrimenti, da solo non cade! Cosa voglio dire? Che siamo noi a fare le sitauzioni e non viceversa. A presto, Ciao!
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La semplicità Siamo infondo soltanto mezzi di pensiero che funzionano con meccanismi diversi. Le emozioni servono a difenderle dall'apatia, dalle confusioni e dalle farneticazioni, ti senti male quando vuoi funzionare diversamente. Deleterie sono le persone che lo ignorano perché ti faranno del male senza accorgesene. Tu vai dritta per la tua strada e perdonati, al mondo non ci sarà mai nessuno che ubriaco potrà stare in equilibio su di un piede solo. Nemmeno tu. Non bere e non amare per essere amata.


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