Pensavo che imparare a vivere, a relazionarsi e a realizzarsi sarebbe servito a qualcosa. Mentre il motivo di tanta sofferenza è sapere di vedere in un mondo di ciechi, aprire la bocca per parlare soltanto una lingua sconosciuta.
Non mi sento del mio tempo, non mi sento della mia età, non mi sento una coscienza comune.
Se Picasso nel suo evolversi come pittore ambiva a dipingere come un bambino, io mi accontenterei di diventare semplice.
Semplicemente Giuseppina.
