Una storia nasce in cento parole
Grazie alle idee di Caliyuga
Tema: Pioggia
In un angolo della stalla sedeva Gherta. Lì aveva amato l'invasore e sempre lì l'avevano ucciso. Era sola e mangiava cavoli crudi. Non sapeva che quella notte, mentre la pioggia fitta scendeva come una tenda illuminata dalla luna, i dolori si sarebbero accentuati. I tuoni confondevano le grida di Gherta che respirava affannosamente. I fulmini abbagliavano la sua figura sudata e sfinita mentre tra le gambe si faceva largo la vita. L'ultimo sforzo dava il via al pianto. Il picchiettio raro delle gocce non lo potevano più nascondere, dicevano che era nato suo figlio. Lo chiamavano "Il tedesco".
Autore: Giuseppina
Bastardo il mio cuore.
Mi sei passato davanti, con quell'aria un po' così, se mi vuoi, no? Si, io volerti, naa. Ti siedi vicino in pizzeria e parli con la ragazza di fronte. Si, si, fa proprio così. Io volere lui. Aspetta che tutti se ne vanno, mi guarda e sogghignando dice "Dài che ti raccompagno a casa". Quasi quasi mi lascio a piedi. Ma non lo faccio. No, perché dentro la macchina di notte tu guardi dritto a te e il tuo profilo solcato dalle luci e dalle ombre della città mi lasciano incantata. Ma ti odio, certo. Tutto il tragitto lo passi guardando in avanti, lo sai che ti vedo riflesso dal cristallo della tua macchina, quell'immagine così trasparente ti dona un'aria così pensierosa. In realtà ti piace farmi soffrire. Vedere che il mio mutismo forzato non è altro che l'ultima roccaforte dove non ti è permesso entrare. Per il resto ti amo, non so perché. E' l'assenza dell'attenzione spezzata da intervalli sensuali in cui furtivamente accarezzi la mia schiena. Ecco cosa mi fa impazzire, quello starti vicino senza darmi certezze, come toccare un interruttore con talmente tanta incertezza da fulminare la lampadina. Vorrei investirti della mia energia solare e fin troppo chiara. Molti l'apprezzano ma io cerco te e tu cerchi me. Senza mai toccarsi, prima l'alba e poi il tramonto, si tingono di un rosso intenso come la passione che l'accomuna in quei brevissimi istanti della giornata. Aspetto la sera quando stanca di essere sola su nel cielo mi abbandono tra le acque del nostro mare dove tu scivoli ogni notte con le tue lunghe braccia argentate. La musica che ascolti mi parla di te, che sei stronzo diciamolo. Un uomo terribile che si fa seguire come il padrone dal suo cane. Sono uno straccio ormai che pende dalle tue labbra accidenti, ma non ce la faccio più e allora baciami per favore.