Semplicemente Giuseppina.

Veni, vidi, vinci. E dopo aver dato ascolto alla mia stupidità ora so di essere stupida se voglio ma ormai ci convivo. Semplicemente Giuseppina.
martedì, 17 aprile 2007

Due o tre cose che mi sembra di aver capito...


Quando ho iniziato a navigare su internet la mia vita non aveva ancora preso una piega, avevo tante idee e tutte mi sembravano realizzabili, di quelle idee me ne sono rimaste solo un paio: una è che la fortuna decide sul successo molto più di quello che pensavo, due è che coltivare i campi altrui non è molto remunerativo (adesso nemmeno tanto facile). Infine, che qualsiasi sia la domanda che poni al tuo prossimo egli risponderà comunque a cazzo e, badate bene, non significa a caso perché la risposta a caso non ha apparenti spiegazioni (se non nel metafisico), mentre a cazzo dipende dal fatto che le risposte sono influenzate dalle più disparate motivazioni, che possono a sua volta dividersi in: motivazioni socio emozionali (se ha una discussione in corso non sfociata in lite), motivazioni temporali (mattina, pomeriggio, sera, notte), motivazioni psicologiche o psichiatriche (le più innocue perché facilmente individuabili), motivazioni d'insoddisfazione essenziale (quelle che gli va sempre tutto storto punto).


Ecco ho finito, si capisce?

postato da Giuseppina alle ore 15:56 | Permalink | commenti (12) / commenti (12) (pop-up)
categoria:


lunedì, 09 aprile 2007

Farneticazioni, visioni ed illuminazioni




E  mi ritrovo qui, davanti ai vostri occhi a scrivere di qualcosa che ora scoprirò, dopo aver completato dai tab tab tra i più stupidi dei miei hobbies: scrivere post, ne più ne meno simili a quelli tribali, solo che adesso non conosco nulla del mio vicino tranne che per il possesso di una macchina webscrivente alla quale delegare i liquami del proprio vivere sociale.




Per sociale intendo anche me stessa, a volte trovo la diversità della gente in me e la somiglianza nell'altrui persone.




che strano...




faccio pensieri dalla voce talmente flebile che mi basta il rumore di questo venticello solitario passare dalla mia porta finestra che dà sul cortile di una scuola deserta a far cancellare come la risacca del mare le traccie del loro passaggio...




C'è qualcosa di più che lega la forma della scrittura al mio essere, un agglomerato di protoni e neutroni più vicini all'uranio che alla carne umana. Qualcosa che sembra voglia esplodere da un momento all'altro. Ma non mi fa paura tanto la deflagrazione quanto l'energia sprecata e il passaggio in vie proibite dove io tengo in equilibrio instabile tutti i miei castelli di carta.




E' un amore quella per la scrittura che mi consuma senza darmi il benché minimo beneficio, un amore che si solito si coltiva per un attore inarrivabile ma che al contempo ti fa sognare, mentre a me angoscia il pensiero che arrivati qui ogni bel pensiero scaturenti dal mio umile animo si dissolve.




Avevo pensato tante cose che ora non ricordo, vedo riflessi i miei pensieri leggendo l'arte, qualsiasi esso sia, colta da brivido come accarezzata dal fluire lento dell'acqua tra le ninfee nei quadri di Monet, sento quasi lo sciabordio dell'acqua nelle orecchie e i capelli rossi ondulati seguire le correnti molli attraversare come un fremito di piacere le mie braccia abbandonate. Vedo i miei occhi come due macchie scure socchiudersi tra tante macchie di luce e di colore entrare attraverso le mie vesti bianche e leggere per perdersi tra le radici di fiori acquatici dalle chiome allungate.




Sono quella che sono, un barattolo di vernici colorate che non si sono miscelate ma che convivono in un vortice l'una accanto all'altra come strisce concentriche, sono il giallo, sono il verde, sono l'azzurro e sono il viola ma soprattutto sono il viola tristemente associato all'idea di morte o forse è la morte che vive in me.




Non ho paura, io mi conosco perché ho voluto conoscermi, mettere le mani nel marcio della mia natura, guardarlo finché il tempo non lavi il senso di ribrezzo ma poi scoprire scorci bellissimi ma altrettanto introvabili, scovati per caso quando mi aspettavo una reazione diversa, ecco che ritrovo la diversità in me. questa consapevolezza riemerge come il tocco di una campana in una torre dell'orologio. Le ore scandite da minuti diversi dai nostri scocca di volta in volta riportandomi alla memoria un ragionevole dubbio: e se la vita fosse un sogno e la morte soltanto il suo risveglio? Chi può dirlo! 

postato da Giuseppina alle ore 16:03 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria:


Chi sono

Blogger: Giuseppina
La semplicità Siamo infondo soltanto mezzi di pensiero che funzionano con meccanismi diversi. Le emozioni servono a difenderle dall'apatia, dalle confusioni e dalle farneticazioni, ti senti male quando vuoi funzionare diversamente. Deleterie sono le persone che lo ignorano perché ti faranno del male senza accorgesene. Tu vai dritta per la tua strada e perdonati, al mondo non ci sarà mai nessuno che ubriaco potrà stare in equilibio su di un piede solo. Nemmeno tu. Non bere e non amare per essere amata.


  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading*volte