Semplicemente Giuseppina.

Veni, vidi, vinci. E dopo aver dato ascolto alla mia stupidità ora so di essere stupida se voglio ma ormai ci convivo. Semplicemente Giuseppina.
martedì, 21 marzo 2006

Donna n.2

La rosa nera.

Non mi ero mai accorto dei pensieri di Edda, lei che non mi lasciava chiedere: le sue parole, i suoi sguardi, le sue cose erano tutte per me. L'abitudine alla fine ha fatto il resto, ero convinto che lei mi capisse perché io mi facevo capire. Certo è che i miei problemi non erano i suoi, io dovevo tenermi a galla per non perdere la stima verso me stesso, lei per non perdere la mia stima. Le insoddisfazioni sul lavoro arrivavano in casa, dentro la nostra casa e prendeva possesso della mia attenzione. Quei gesti che servivano a Edda per ricamare il nostro rapporto io li barattavo per pochi spiccioli di sicurezza da spendere fuori, con gli amici che non hanno mai fatto niente per diventarlo.

Hai parato rabbie, pulito tradimenti, aspirate insoddisfazioni, sminuzzate difficoltà, semmai riuscirò a raccontarlo a qualcuno, sicuramente questo qualcuno non mi crederebbe, però Edda era così veramente. Era convinta che io fossi invincibile, quasi un eroe ed io non me la sono sentita di contraddirla. Noi uomini, passiamo troppo tempo a pensare per gli altri, ci facciamo una ragione su tutto, l'abbiamo dovuto imparare da piccoli, le debolezze, mettersi nei panni degli altri è molto pericoloso, i bambini sensibili non hanno mai avuto vita facile.

Nonostante io abbia fatto di tutto per risparmiarmi complicazioni, ora che non ti trovo più in quel quartiere non mi riesce il gioco dell'autoconvincimento. Da un po' di giorni entro nel bar lontano dall'ufficio ma affianco al portone che ci ha visti passare tranquilli, anzi, tranquillo, quello che credevo fosse un rapporto sereno. Il vizio non lo perdo e mentre prendo il caffé riesco ancora ad illudermi che quella non è una mattina nuova e che niente sia successo. La gente però m'ignora, i pochi sguardi sono spezzanti, come se fossi stata una disgrazia per Edda. Eppure abbiamo avuto tre figli, l'ultimo non era ancora nato, non mi hai fatto scegliere nemmeno il nome, l'avevo fatto due volte e non avevo apprezzato che rinunciasti al tuo nome pensato per tutti i mesi dell'attesa.

Non mi sarei mai aspettato da te che non mi saresti venuta cercare, cedevi ai miei silenzi e con la mano nella notte mi accarezzavano la testa in segno di pace ed io non avevo motivi per fare la guerra. Seduto qui solo, sole, pioggia, vento non sono più niente non mi toccano, non mi cambiano la giornata, non disdico appuntamenti e non vado in un posto perché mi piace come il sole lo rende piacevole.

Le passioni svanscono Edda, io salirò queste scale e davanti quella porta di cui ho perso le chiavi, busserò almeno una volta e non avrò il corraggio d'insistere, ti avevo fatto delle promesse e tu mi avevi creduto, hai sperato ed alla fine sei riuscita ad amarmi anche se poi quel cambiamento che la maturità doveva arrivare poi non è arrivata. Gocciolo di paura e di emozione, per favore Edda, lo so che sei seduta in cucina e con le braccia a metà appoggiate sul tavolo con le dita incocriate fra di loro. Non sono capace di piangere, non lasciarmi fuori, fammi entrare nel tuo mondo un'altra volta, ti giuro che questa volta ne avrò cura, i bambini improvvisamente non mi preoccupano più e la felicità di saperli miei mi squarcia la gola. Edda non farti vincere dal dolore, smettila di piangere e ti chiedo ancora non portarmi fiori, io non ho bisogno di fiori, ho ancora bisogno di te, sciogli quelle dita... aprimi per l'ultima volta, ho bisogno di vederti felice, vorrei amarti come non ho mai fatto prima, affondare le mie mani nella tua anima e massaggiarla per sentirti ridere di piacere, se potessi tornare indietro lo farei ma la mia macchina si è rotta lungo quella strada... ed io non so credo di aver perso qualcos'altro oltre te. Se non te l'ho detto prima :"Vorrei essere morto comunque se fosse il prezzo del tuo amore".

postato da Giuseppina alle ore 00:13 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria:


mercoledì, 08 marzo 2006

LA FESTA DELLA DONNA

DONNA N.1

La calamita

Le donne calamite rimangono legate a tutti gli uomini della loro esistenza e una volta separati da loro vivono in delle sorte di rifugi nascosti e sperduti del loro intimo dentro i quali far vivere di nuovo la speranza di una perfezione d'amore. Troppo ordinate, troppo belle e troppo pulite. Dopo lunghe litigate sulla voglia di lui di sperperare tutto in questa vita e quelle di lei di mantenere quel margine di sicurezza per continuare ad attendere un futuro. Si tratta del loro equilibrio, gli uomini che vivono il presente godono e consumano tutto: soldi, salute e sentimenti. Diventano professionisti nel vendere questa loro natura e richiamano a sé tutte le donne che hanno tutto ma non hanno la gratuità di un amore spontaneo. Fanno gruzzoli, non coltivano amicizie e accumulano, accumulano per farsi trovare pronte per quel giorno in cui lei riconoscerà l'amore. Prede facili per gli uomini viveur che faranno credere con professionalità che sono loro le donne della loro vita. E per un certo verso forse è vero. Le sfruttano fino a quando lei si farà sfruttare e poi sono mandati via. Le donne calamita vivranno così tutta la loro vita, alla ricerca di quell'amore perfetto che hanno imparato dai romanzi rosa di terza categoria. Quando sapranno che la vita sta per finire, richiameranno l'ultimo degli uomini quello dal ricordo più fresco e doneranno loro tutto ciò che hanno anche solo per forzare la ragione, anche solo per illusione, che un amore così poteva esistere, per il tempo delle donazioni e del testamento vivranno come una coppia perfetta, lui le darà le attenzioni che lei desidera e lei vivrà come in un romanzo il più bel giorno romantico e struggente in cui le dirà di non aver amato nessuno all'infuori di lei.

 

postato da Giuseppina alle ore 10:08 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
categoria:


mercoledì, 01 marzo 2006

L'unica verità che ho da offrirti è mascherata di menzogna...
postato da Giuseppina alle ore 23:11 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria:


Chi sono

Blogger: Giuseppina
La semplicità Siamo infondo soltanto mezzi di pensiero che funzionano con meccanismi diversi. Le emozioni servono a difenderle dall'apatia, dalle confusioni e dalle farneticazioni, ti senti male quando vuoi funzionare diversamente. Deleterie sono le persone che lo ignorano perché ti faranno del male senza accorgesene. Tu vai dritta per la tua strada e perdonati, al mondo non ci sarà mai nessuno che ubriaco potrà stare in equilibio su di un piede solo. Nemmeno tu. Non bere e non amare per essere amata.


  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading*volte